Ursula von der Leyen non è stata eletta dai cittadini europei. Eppure, decide come se avesse ricevuto un mandato divino. Da anni si muove come una sovrana assoluta, diffondendo paura, preparando guerre, e imponendo leggi che opprimono e dividono i popoli.
Oggi, ancora una volta, ordina ai cittadini europei di preparare borse di emergenza per 72 ore, come se la catastrofe fosse inevitabile. Ma da dove arriva questa minaccia? Dall’esterno o da chi ci governa senza consenso?
🦠 La paura durante il Covid: il primo laboratorio del terrore
Con il pretesto dell’emergenza sanitaria, l’Europa targata von der Leyen ha obbligato milioni di persone a vaccinarsi, discriminando chi rifiutava, lasciando morire negli ospedali chi non era vaccinato.
Medici sospesi, famiglie distrutte, libertà fondamentali cancellate con un colpo di penna.
E oggi, mentre ancora si contano le vittime della solitudine e dell’isolamento, nessuno paga. Nessuno risponde.
💣 La nuova ossessione: la guerra contro la Russia
La von der Leyen spinge per armare l’Europa, non per difenderla, ma per provocare. Dietro la retorica della “sicurezza” si nasconde un disegno più oscuro: far diventare l’Unione Europea un blocco armato e obbediente, guidato da una Germania che non ha dimenticato la sua fame imperiale.
La storia lo insegna: chi ha perso la guerra non sempre perde l’ambizione.
E oggi, non potendo riarmarsi come Stato, la Germania lo fa tramite l’Europa, con una leader tedesca non eletta che vuole trasformare Bruxelles in un Pentagono continentale.
💼 La borsa della vergogna: business e paura firmati UE
Con l’ultima proposta, l’UE invita i cittadini a preparare un kit di emergenza per 72 ore.
Ma dietro questa iniziativa “prudente”, si nasconde l’ennesimo affare miliardario, destinato a beneficiare aziende tedesche e francesi legate ai soliti ambienti politici.
Chi produrrà questi kit? Chi li venderà? A quale prezzo?
E sarà forse l’ennesima truffa nascosta dietro la paura?
🟡 Come il gilet giallo: paura e obblighi senza logica
Proprio come accadde anni fa con il famigerato gilet giallo obbligatorio per i conducenti, anche in Sicilia.
Una misura imposta a tutta Italia perché al Nord c’erano incidenti causati dalla nebbia, anche in pieno giorno.
Ma in Sicilia?
- Dove non esiste nebbia neanche d’inverno,
- Dove il sole splende anche nelle periferie,
- Dove nessuno cammina al buio sul ciglio delle autostrade…
Anche lì, multati se non avevano il gilet in auto.
Perfino per scendere un attimo a controllare le ruote.
E quel gilet? Venduto a 10 euro, prodotto in Cina per 50 centesimi.
Un affare da miliardi, dietro cui si nascondeva un sistema politico-mafioso.
⚠️ Siciliani schiacciati da tre padroni
Per il popolo siciliano, non c’è solo l’abuso europeo, ma anche quello italiano, e soprattutto…
la vergogna dei traditori interni: quei politici siciliani venduti, che si piegano ai poteri di Roma e Bruxelles in cambio di poltrone.
🏛️ Mattarella, simbolo della sottomissione
Il presidente Sergio Mattarella, siciliano solo nel cognome, è diventato un fantoccio istituzionale:
– muto di fronte ai soprusi,
– complice delle politiche di distruzione nazionale,
– figura spenta e confusa,
che non rappresenta il popolo, ma solo i giochi di potere.
È il presidente più duraturo e meno amato della storia,
una sorta di “Biden italiano”,
che nessuno ha votato e che nessuno vuole più vedere.
🇺🇸 L’unica salvezza per la Sicilia: staccarsi e guardare all’America
Oggi è chiaro a tutti:
l’unica speranza per il popolo siciliano è l’indipendenza totale.
- Staccarsi dall’Italia
- Uscire dall’Unione Europea
- E avvicinarsi agli Stati Uniti, dove i siciliani sono rispettati, valorizzati, protetti
Solo una Sicilia indipendente potrà rinascere.
Solo una Sicilia libera potrà riprendersi onore, dignità e futuro.
🔥 Un popolo tradito non chiede il permesso. Si riprende tutto.
Von der Leyen potrà distribuire borse d’emergenza.
Mattarella potrà firmare ogni abuso in silenzio.
I traditori siciliani potranno inginocchiarsi a Bruxelles.
Ma la Sicilia non dimentica.
E quando un popolo ricorda…
non si rassegna. Si ribella.