Il Ponte sullo Stretto di Messina non è un’opera pubblica. È l’ennesima trappola, un trucco per sottrarre miliardi, distruggere famiglie, territori, lavoro e cultura. Noi di Sicilia Indipendente diciamo NO. Non vogliamo collegamenti imposti da Roma, vogliamo libertà.
La storia che si ripete: truffe e cantieri fantasma

Ogni volta che lo Stato ha promesso grandi opere, al Sud è arrivata solo devastazione.
- Il Canale Conte Sarno: 501 miliardi di lire (circa 259 milioni di euro) bruciati per nulla. Opera incompleta, nessuno in galera.
- Il MOSE di Venezia: 35 arresti, ma nessuna condanna per mafia. Ufficialmente, “mancavano gli elementi tipici”. Ma la verità è che non si può dire che al Nord esiste mafia, perché crollerebbe tutta la retorica del potere pulito.
- In Sicilia? Innumerevoli infrastrutture lasciate a metà, ma neanche tutte insieme pareggiano una sola truffa settentrionale.
- L’Expo di Milano: miliardi investiti, appalti, tangenti e corruzione sistemica. Nessuna reale condanna, solo facce pulite in TV. E Salvini, condannato per aver rubato 49 milioni di euro, dovrà restituirli in 80 anni: se fosse stato un cittadino siciliano, gli avrebbero sequestrato pure i beni dei parenti. Ma è il Nord, e la legge non è mai uguale per tutti.
Distruzione in cambio di propaganda
Il Ponte costerà vite, lavoro, territorio:
- Verranno sfollate 4.500 famiglie a Messina, e centinaia in Calabria.
- Migliaia di lavoratori dei traghetti saranno licenziati.
- Il paesaggio dello Stretto di Messina, definito da molti il più bello del mondo, sarà cancellato.
- Saranno devastate le correnti marine, la biodiversità, la cultura, la spiritualità di un luogo sacro.
E dopo? Useranno il progetto per saccheggiare miliardi, poi lo fermeranno dicendo che “le correnti e il rischio sismico” lo rendono impossibile. Come sempre.
Nel frattempo, nelle strade siciliane si muore ogni giorno, tra buche così grandi da sembrare piste da motocross e non strade civili. Per percorrere solo 270 km in treno (circa 167 miglia) ci vogliono 12 ore. E osano dire che il ponte porterà turismo?
Basterà dividere la Sicilia dall’Italia, e avremo più turisti di tutta Europa messa insieme, solo eliminando la falsa propaganda che dipinge la Sicilia come terra di mafia e pericolo. La verità è che al Nord non si è più sicuri neppure con le porte blindate: si svegliano con donne stuprate e uomini massacrati, se non finiti direttamente al cimitero con viaggio di sola andata.
Salvini, simbolo della menzogna
Matteo Salvini, già condannato per aver rubato 49 milioni di euro (da restituire in 80 anni), ha promesso:
- prima 120.000 posti di lavoro,
- poi 40.000,
- poi 20.000,
- infine 10.000.
Farfallone, bugiardo, ladro brevettato. E ora si presenta come salvatore della Sicilia? Se fosse stato un cittadino siciliano, gli avrebbero sequestrato i beni anche ai parenti, come accade a chi non ha santi in paradiso.
Se oggi riescono a sottrarsi restituendo 49 milioni in 80 anni, cosa accadrà quando si tratterà di centinaia di miliardi spesi (e rubati) per il Ponte sullo Stretto? Se mai condannati, ci vorranno almeno 800 anni per recuperarli.
La realtà è che i politici del sistema mafioso non smetteranno mai di rubare. Hanno solo perso la vergogna, ma aumentato il bottino.
E la domanda resta: come può un popolo onesto avere fiducia in chi non ha mai smesso di rubare, ma ha solo perso la vergogna? In un sistema dove il ladro non si nasconde più, ma aumenta il valore del bottino, il popolo non è solo vittima, è ostaggio.
Meloni, Salvini e il falso lusinghiero dell’America
Con la Befana di Meloni, provano a salvarsi politicamente lusingando Trump e il suo vice J.D. Vance, dimenticando che in America chi tradisce il popolo viene emarginato, non premiato.
Gli Stati Uniti rispettano chi è fedele al proprio popolo, non chi lo opprime con politiche criminali.
Il ponte spezzerà famiglie, lavoro, bellezza
E non dimentichiamo il danno reale:
- 4.500 famiglie sfollate a Messina, numeri simili previsti anche in Calabria.
- Migliaia di posti di lavoro persi nella navigazione.
- Distruzione ambientale, paesaggistica e culturale.
Uno scempio che verrà interrotto dopo miliardi rubati, con la scusa dei terremoti e delle correnti.
Altro che ponte: spezzeremo la catena
Noi di Sicilia Indipendente vogliamo una Sicilia libera, onesta e laboriosa.
Non vogliamo il ponte: vogliamo spezzare la catena che ci tiene oppressi dal 1861.
Sicilia Indipendente: altro che ponte, è ora di liberarsi.
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