Ci raccontano che la “vittoria” della Meloni e della sua coalizione sia schiacciante: 43,8% dei voti. Ma nessuno dice la verità: quel 43,8% non è della popolazione, è solo dei pochi che sono andati a votare.
La realtà è che su oltre 51 milioni di aventi diritto al voto, più di 25 milioni non si sono presentati alle urne. La destra di Giorgia Meloni ha preso 12,3 milioni di voti: cioè, solo 1 italiano su meno di 4 ha votato per tutta la coalizione di centrodestra.
Ma Giorgia Meloni da sola ha preso circa 7,3 milioni di voti, pari a circa il 14% degli aventi diritto al voto. In parole semplici: solo 1 italiano su 7 ha votato per lei, eppure governa come se avesse il mandato del popolo intero. Questa è la truffa mediatica. Questo è l’inganno aritmetico.
L’8 GIUGNO 2025: LA VERITÀ SUL REFERENDUM E IL RIFIUTO DELLA MELONI
Oggi, 8 giugno 2025, in occasione del referendum, Giorgia Meloni ha dichiarato pubblicamente di aver rifiutato la scheda elettorale. Un gesto clamoroso che conferma una verità che noi di Sicilia Indipendente diciamo da anni: il rifiuto della scheda, se registrato, è un atto democratico legittimo e potente.
Paradossalmente, oggi dobbiamo riconoscere alla Meloni, per la prima volta, un’azione che condividiamo: la pratica del rifiuto attivo della scheda, prevista dalla legge n. 104 del 1957, comma 5. Se milioni di italiani avessero fatto lo stesso nel 2022, oggi Meloni non sarebbe al governo.
Ma il suo gesto resta propaganda, perché continua a cercare di coprire il sole con una rete, come diciamo in Sicilia. Una finta opposizione a sé stessa, mentre la realtà del suo governo porta ogni giorno il popolo verso povertà, disperazione e aumento dei crimini domestici causati da problemi finanziari.
NON VOTARE NON BASTA: RIFIUTA LA SCHEDA ELETTORALE
Il sistema politico italiano si regge su una truffa aritmetica: basta una minoranza organizzata per controllare tutto. E chi si astiene, rafforza proprio quel potere che disprezza.
C’è invece uno strumento previsto dalla legge: la possibilità di recarsi alle urne, ma rifiutare la scheda elettorale facendolo verbalizzare ufficialmente.
È scritto nella legge n. 104 del 1957, comma 5. Lo ha spiegato più volte l’architetto Sebastiano Caruso di Avola, presidente dell’Unione Globale dei Siciliani: quel rifiuto, se diventa di massa, può minare alla base la legittimità del potere costituito.
Peccato che tutti gli altri movimenti indipendentisti non incitino al voto di rifiuto, come invece fa l’Unione Globale dei Siciliani. Anzi, sempre invitano a votare per candidati legati ai partiti nazionali, che poi finiscono a vendere i loro voti o unirsi ai grandi partiti. Questo non si può né confermare né smentire, ma il fatto è evidente: con tanti movimenti indipendentisti, i risultati sono sempre zero. Continuano a commettere gli stessi errori.
I PRIVILEGI DEI POLITICI: IL FURTO ORGANIZZATO
Un parlamentare prende oltre 15.000 euro al mese solo di stipendio fisso, ma i benefici reali superano i 35.000 euro mensili, includendo:
- Diaria esentasse;
- Rimborsi per spese sanitarie, telefoniche, alberghiere;
- Macchine blu usate per andare a fare la spesa o sniffare cocaina;
- Aerei di Stato usati per vacanze di lusso;
- Pensione garantita dopo 5 anni contro i 42 anni di contributi richiesti a un operaio;
- Risparmio su benzina, assicurazione auto, viaggi e persino parrucchiere.
E poi, nei talk show, hanno il coraggio di chiedere “sacrifici ai cittadini”. Ma quali sacrifici hanno mai fatto loro?
LA LEZIONE DELLA STORIA: QUANDO IL POPOLO SI ALZA, NESSUNO LO FERMA
Tutti questi politici, da destra a sinistra, si credono intoccabili. Ma dimenticano che quando il popolo si infuria, nemmeno i più feroci dittatori sono riusciti a salvarsi.
Chiedano a Caligola, Nerone, Luigi XVI: è solo questione di tempo.
Se il popolo italiano si solleva, non con le armi ma con la coscienza democratica, questi traditori non troveranno più scuse, né rifugi.
L’ALTERNATIVA: UNA DEMOCRAZIA VERA, PULITA, POPOLARE
Noi di Sicilia Indipendente chiediamo solo questo:
- Che il popolo usi il rifiuto della scheda elettorale come forma di protesta attiva e documentata;
- Che si dica basta a tutti i partiti tradizionali, perché sono pezzi della stessa truffa;
- Che si spazzi via questa vergogna non con la violenza, ma con la forza del diritto e della verità.
CONTRO BUFFONI COME RENZI E TRADITORI COME MELONI
Gente come Matteo Renzi, che si vanta di girare con la scorta e sfida i giornalisti a parlare inglese nei dibattiti, dopo aver fatto una figura meschina ad Harvard. Uno che parla l’inglese come “una mucca spagnola”, e si crede un leader internazionale.
O Giorgia Meloni, che si vende come patriota, ma guida un governo che svende l’Italia ai peggiori poteri economici.
Sono tutti uguali. Hanno trasformato la politica in un circo di privilegiati mentre il popolo soffre.
CONCLUSIONI: BASTA COL VOTO AI PARTITI. IL PROSSIMO VOTO SIA UN RIFIUTO.
Il Made in Italy più autentico oggi è questo: la truffa legalizzata di una casta criminale travestita da democrazia.
Non serve più scegliere “il meno peggio”. È il momento di spazzarli via tutti, democraticamente, uno per uno.
E se milioni di italiani rifiuteranno la scheda elettorale, sarà la prima vera vittoria del popolo italiano da decenni.
Sicilia Indipendente c’è. Ed è solo l’inizio.
