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460 MILA EURO DI VETRINA E VERGOGNA: COSA NON HANNO DETTO SULLA SETTIMANA DELLA SICILIA A OSAKA

June 12, 2025 By admin

La Regione Siciliana ha speso 460.000 euro per partecipare all’Expo di Osaka 2025. Sulla carta, una “settimana tematica” per mostrare al mondo la bellezza dell’isola. Nella realtà, un’altra operazione di propaganda vuota, fatta a spese dei siciliani per dare visibilità a politici e funzionari senza ottenere alcun ritorno economico per il territorio.

Chi ha rappresentato davvero la Sicilia?

Solo tre veri artisti del carretto siciliano hanno dato dignità alla nostra presenza: Michele Ducato, Alice Valenti, e Nino Fiore, pittore tradizionale proveniente da Partinico, che ha portato con sé i colori e i simboli della tradizione più autentica. Tuttavia, non è stato invitato alcun artigiano scultore del carretto, ovvero quei maestri che con scalpello e legno scolpiscono le immagini in rilievo — cavalli, santi, leoni, simboli eroici — che rendono il carretto una vera opera d’arte viva. Di carradori forse ne restano solo un paio in tutta la SICILIA, ma gli scultori in legno ancora esistono, e molti sono anche di altissimo livello, capaci di dare voce e forza a una tradizione secolare. Eppure nessuno di loro è stato coinvolto. Nessun carradore, figura storica che costruisce il carretto nella sua interezza, è stato invitato. Né tantomeno i ‘siddrunari’, ovvero gli artigiani che realizzano i finimenti decorati dei cavalli, parte integrante del patrimonio culturale SICILIANO. Nessun carradore, figura storica che costruisce il carretto nella sua interezza, è stato coinvolto. Nessuno scultore, dunque, ha rappresentato questa parte imprescindibile della nostra tradizione. Né tantomeno i ‘siddrunari’, ovvero gli artigiani che realizzano i finimenti decorati dei cavalli, parte integrante del patrimonio culturale SICILIANO. Nessun carradore, figura storica che costruisce il carretto nella sua interezza, è stato coinvolto. Né tantomeno i ‘siddrunari’, ovvero gli artigiani che realizzano i finimenti decorati dei cavalli, parte integrante del patrimonio culturale SICILIANO., che ha portato con sé i colori e i simboli della tradizione più autentica. Insieme a loro, vanno ricordati anche gli artisti dei Pupi Siciliani, custodi di una tradizione teatrale unica al mondo, che rappresentano l’anima epica e popolare dell’isola.à alla nostra presenza: Michele Ducato e Alice Valenti. Insieme a loro, vanno ricordati anche gli artisti dei Pupi Siciliani, custodi di una tradizione teatrale unica al mondo, che rappresentano l’anima epica e popolare dell’isola.

Il resto è stato occupato da spazi per il ricamo e il racconto paesaggistico, senza alcun legame concreto con le eccellenze produttive dell’isola. Nessun consorzio vinicolo, nessuna azienda agricola, nessuna promozione del nostro olio, grano, pistacchio, arance o mandorle. I politici siciliani, invece di difendere il territorio, si sono prestati alla solita passerella per promuovere i vini senz’anima del Nord, senza sapore né odore, nascondendo volutamente i vini siciliani, che sono tra i più premiati al mondo.
Solo due veri artisti del carretto siciliano hanno dato dignità alla nostra presenza: Michele Ducato e Alice Valenti. Il resto è stato occupato da spazi per il ricamo e il racconto paesaggistico, senza alcun legame concreto con le eccellenze produttive dell’isola. Nessun consorzio vinicolo, nessuna azienda agricola, nessuna promozione del nostro olio, grano, pistacchio, arance o mandorle.

300.000 euro per un video senza cuore

Il video ufficiale della Sicilia, realizzato da Vicky Gitto – regista pubblicitario che non è neanche siciliano – è costato 300.000 euro. Un lavoro in digitale, con post-produzione immersiva, che qualsiasi giovane videomaker siciliano avrebbe potuto realizzare con poche migliaia di euro. Invece si è scelto un nome “internazionale”, più adatto alla vetrina mediatica che alla narrazione sincera del nostro popolo. Bastava chiamare Giuseppe Tornatore, regista di Bagheria, che avrebbe raccontato la Sicilia con amore e verità.

A rafforzare i nostri dubbi sulla gestione di questi fondi, basti pensare che Elvira Amata, assessora al Turismo che ha supervisionato la delegazione siciliana, risulta rinviata a giudizio per il caso “Ethos”, un’inchiesta sugli appalti pubblici dell’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) di Ragusa, dove ha ricoperto il ruolo di direttore amministrativo. In pratica, dopo essere stata coinvolta in un’indagine per presunte irregolarità nella gestione di soldi pubblici in ambito sanitario, le è stato affidato il compito di rappresentare la SICILIA nel mondo con fondi pubblici nel settore del turismo. Viene allora da chiedersi: è stata premiata per l’esperienza nel gestire fondi o per la capacità di farli sparire? Questo processo, ancora in corso, solleva interrogativi su trasparenza e scelte politiche, soprattutto quando si spendono centinaia di migliaia di euro per produzioni audiovisive affidate a nomi esterni alla nostra terra.
Il video ufficiale della Sicilia, realizzato da Vicky Gitto – regista pubblicitario che non è neanche siciliano – è costato 300.000 euro. Un lavoro in digitale, con post-produzione immersiva, che qualsiasi giovane videomaker siciliano avrebbe potuto realizzare con poche migliaia di euro. Invece si è scelto un nome “internazionale”, più adatto alla vetrina mediatica che alla narrazione sincera del nostro popolo. Bastava chiamare Giuseppe Tornatore, regista di Bagheria, che avrebbe raccontato la Sicilia con amore e verità.

Un padiglione senza agricoltura, senza vino, senza anima

Anziché andare a fare vetrina in Giappone solo per poi aiutare i bastardi del Nord a promuovere i loro prodotti, la Sicilia è rimasta senza alcuna vera rappresentanza agroalimentare. Non c’era nemmeno un angolo dedicato al salato siciliano, eppure il Giappone ama i nostri tonni, acciughe, sgombri, bottarga, formaggi stagionati, pane di grano duro.

Avrebbero potuto almeno imbellettare il padiglione con decorazioni di carretti, armiggi, elementi rurali siciliani — e invece nulla.

Solo una vetrina senza sostanza, pagata con i soldi dei siciliani, per colorare un’Italia che poi utilizza la nostra immagine per dare lustro allo squallido Nord. Ancora una volta, la Sicilia come sfondo esotico, ma mai protagonista.
Se la Regione avesse voluto davvero valorizzare la Sicilia, avrebbe potuto decorare il padiglione con artisti del carretto, maestri di armiggi, intagliatori, e dare spazio a produttori veri. Invece è mancato tutto: niente promozione dell’agroalimentare, niente export, nessun piano economico. Solo una bella facciata, una settimana di vetrina, e nessuna azione concreta per portare lavoro, commesse o investimenti all’isola.

Sempre comandati da chi non ci appartiene

Alla guida della Sicilia, ancora una volta, non c’è un siciliano, ma figure imposte o nominate dall’alto. A rappresentare l’Italia (e quindi anche la Sicilia) all’Expo c’è Elena Sgarbi, diplomatica nata a Mantova. Nulla contro la persona, ma ancora una volta nessuna donna siciliana scelta, nessuna professionista locale, nessuna voce vera dell’isola sul palcoscenico mondiale.

E dietro la vetrina, a guidare la delegazione siciliana, ci sono gli assessori Giusi Savarino, nata a Gela (Fratelli d’Italia), e Alessandro Aricò, nato a Palermo (Fratelli d’Italia – Diventerà Bellissima). Sono loro che hanno deciso cosa mostrare e cosa nascondere. Sono loro che hanno investito denaro pubblico in scenografie senza sostanza, dimenticando i veri produttori siciliani. Politici che si definiscono patrioti, ma che all’estero promuovono il silenzio sull’identità economica della Sicilia.
Alla guida della Sicilia, ancora una volta, non c’è un siciliano, ma figure imposte o nominate dall’alto. A rappresentare l’Italia (e quindi anche la Sicilia) all’Expo c’è Elena Sgarbi, diplomatica nata a Mantova. Nulla contro la persona, ma ancora una volta nessuna donna siciliana scelta, nessuna professionista locale, nessuna voce vera dell’isola sul palcoscenico mondiale.

Se il gol era il turismo, allora abbassino i prezzi

Se l’obiettivo reale era quello di attrarre turismo, allora la Regione ha il dovere di pretendere voli aerei accessibili. Perché solo così la Sicilia sarà invasa da figli e nipoti di emigrati, sparsi nel mondo, pronti a tornare con amore verso la terra madre. Ma il turismo vero nasce dal cuore, non da video senz’anima.

LA SICILIA USATA COME VETRINA, MAI COME NAZIONE

Ancora una volta, la SICILIA viene usata come vetrina folcloristica, ma mai come protagonista. I nostri pupi, i nostri pittori, i nostri simboli identitari sono portati in giro solo per abbellire il marchio Italia, mentre decisioni e soldi restano nelle mani di chi SICILIANO non è. Eppure molti degli artisti presenti, anche se poco valorizzati, sono lavoratori veri, onesti, coraggiosi: non sono loro il problema, ma il sistema che li usa come sfondo. La bellezza della SICILIA serve agli altri per vendere, promuovere, apparire. Ma la SICILIA resta povera, spogliata, dimenticata.

Ogni volta che mostrano il carretto, nascondono l’agricoltore. Ogni volta che mostrano il ricamo, dimenticano il bracciante. Ogni volta che mostrano la cultura, ignorano l’economia.


GALLERIA DELLA VERA SICILIA

Alice Valenti 1
Alice Valenti 2

Conclusione

Ma se il popolo SICILIANO avesse davvero seguito tutti questi politici, portabandiera del sistema politico criminale del Made in Italy, quanti scheletri avremmo trovato nei loro armadi? Quanti tradimenti camuffati da “progresso”, quante vetrine svuotate di dignità, quanti sorrisi pagati con la fame della nostra gente? E se un giorno i loro crimini fossero davvero giudicati e puniti con giustizia, quante celle resterebbero libere per i reati della povera gente?
Tutto quello che dicono di fare “per la SICILIA” è sempre fatto sulle spalle della SICILIA, e a vantaggio di chi siciliano non è.

Finché continueremo ad affidarci a chi non sente il battito della nostra terra, ogni “settimana della SICILIA” sarà solo una settimana di teatrino, mentre la nostra agricoltura muore, i nostri giovani emigrano e i nostri soldi spariscono.

Mettere la bellezza SICILIANA come vetrina del pallido padiglione italiano amministrata da partiti che non hanno né amore per la bella Italia e ancora meno per la BELLISSIMA SICILIA è un insulto alla nostra identità.

Basta vetrine. Vogliamo verità, lavoro e dignità.

Basta vetrine. Vogliamo verità, lavoro e dignità.

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