Salvatore Giuliano: Eroe Indipendentista Siciliano o Fuorilegge?

Per i veri Siciliani, Salvatore Giuliano era e resterà per sempre un eroe, un patriota che lottò per la libertà della Sicilia contro uno Stato criminale che trattava il popolo siciliano come schiavi. Per infami e politici italiani, invece, sarà sempre considerato un bandito. La sua storia si intreccia con il destino della Sicilia e con gli interessi geopolitici delle grandi potenze mondiali.
Il Colonnello dell’E.V.I.S e il Sogno di un’Isola Libera
Salvatore Giuliano non era un semplice fuorilegge, ma il colonnello dell’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia (E.V.I.S.), un’organizzazione armata che combatteva per liberare la Sicilia dal dominio italiano. Il suo sogno era una Sicilia autonoma, lontana dall’oppressione e dallo sfruttamento che per secoli avevano soffocato il popolo siciliano.
Con il supporto di finanziamenti americani, il movimento indipendentista siciliano vide la possibilità di trasformare la Sicilia nel 49° stato americano. Gli Stati Uniti, infatti, vedevano nell’isola un’importante base strategica nel Mediterraneo. Tuttavia, la morte del presidente Franklin D. Roosevelt fermò questa possibilità. Il suo successore, Harry Truman, decise di non proseguire su questa strada per evitare di provocare l’Unione Sovietica e scatenare una nuova guerra mondiale.
Il Ruolo del Partito Comunista e l’Intervento del Vaticano
Nel 1947, il Partito Comunista Italiano ottenne un grande consenso in Sicilia, promettendo ai contadini la redistribuzione delle terre. Questo spaventò profondamente il Vaticano, che temeva l’ascesa del comunismo e fece pressione su Truman affinché non sostenesse l’indipendenza siciliana. Così, la Sicilia rimase sotto il controllo italiano, mentre gli americani decisero di mantenere una delle loro più grandi basi militari proprio in Italia, a Sigonella.
Il Destino di Salvatore Giuliano: Morte o Esilio?
La versione ufficiale sostiene che Salvatore Giuliano fu ucciso nel 1950 in circostanze mai del tutto chiarite. Tuttavia, esiste un’altra teoria, sostenuta da alcuni testimoni e ricercatori, secondo cui Giuliano non fu mai realmente ucciso, ma riuscì a fuggire negli Stati Uniti. Secondo questa versione, visse fino a 100 anni in America, continuando fino al suo ultimo respiro a pregare per una Sicilia indipendente.
Un Simbolo Eterno per la Sicilia
Salvatore Giuliano rimane una figura controversa, ma per molti siciliani è un simbolo di resistenza contro l’oppressione e di lotta per la libertà. Il suo sogno di un’isola libera e prospera continua a vivere nei cuori di chi crede ancora in un futuro migliore per la Sicilia.
Oggi, la sua storia è più attuale che mai. La Sicilia continua a essere sfruttata, mentre i politici locali si arricchiscono a discapito del popolo. Ma il ricordo di Giuliano ci insegna che la lotta per la giustizia e la libertà non finisce mai. Con il nuovo presidente degli Stati Uniti che ha intenzione di allargare la mappa geografica americana, noi Siculi americani, che siamo più dei Siciliani in Sicilia, abbiamo oggi il sogno rinnovato di far diventare la Sicilia il 51° stato americano, visto che non siamo riusciti a diventare il 49°. Su questo facciamo appello a tutti i Siciliani del mondo, specialmente ai Siculi americani.
La Sicilia diventerebbe di nuovo il centro del mondo, i Siciliani avrebbero più rispetto di quello che ci ha dato l’Italia dalla sua unità, trattandoci come cittadini di serie B. I nostri prodotti agricoli farebbero il boom di esportazioni, il nostro turismo triplicherebbe, l’ingiustizia sociale scomparirebbe, avremmo una corte giuridica tipo americana, dove si condanna con prove e non col sentito dire, come invece accade oggi in Italia. Secondo un sondaggio, il 65% dei condannati in carcere sono innocenti, il suicidio nei carceri è il più alto in Europa e il sovraffollamento carcerario ha portato l’Italia a essere sanzionata più volte da Amnesty International. Il popolo Siciliano avrebbe tutto da guadagnare.
Ma chi perderebbe? A perdere sarebbe il sistema politico italiano, che non avrebbe più a chi puntare il dito usando i Siciliani come parafulmine per gli atti criminali del sistema politico italiano. Perderebbero i disonorevoli politici Siciliani, che non potrebbero più valutarsi stipendi trenta volte superiori a quelli di un muratore, un maestro di scuola, un carpentiere, un vigile o un poliziotto. Il diritto a una vita onesta sarebbe finalmente facilitato. Il siciliano non sarebbe più riconosciuto come un mafioso da chi non lo conosce, ma come un cittadino dell’isola più bella del mondo, parte del paese più potente del mondo.
Per quella minoranza anti-americana in Sicilia, ci sarebbe sempre la possibilità di spostarsi al Nord Italia, dove sarebbero accolti a braccia aperte. Nel frattempo, i Siciliani nel mondo, che hanno rispetto e sognano un giorno di poter tornare nella loro terra natia, vedrebbero finalmente realizzato il desiderio di non sentirsi più cittadini di serie B.
FEBBRAIO 10-2025
CORIOLANU SICILIANU