Menu
Sicilia Indipendente News
  • An.Tu.Do.
    • Storia della Sicilia
  • Benvenuto
    • Costituzione 1943
  • Delizie della Cucina
  • Politica
    • Privacy Policy
  • Siciliani nel Mondo
    • Ianni
    • Storia di Maria Anna
  • Video & Foto
Sicilia Indipendente News

“La Vera Mafia: Politici, Dossier Segreti e il Silenzio dei Media”

March 16, 2025March 16, 2025 By admin

Carmine Gallo, ex “superpoliziotto” di 66 anni, è deceduto il 9 marzo 2025 nella sua abitazione di Garbagnate Milanese, dove si trovava agli arresti domiciliari dall’ottobre 2024. Secondo le prime informazioni, la causa del decesso sarebbe un infarto fulminante, ma è stata disposta l’autopsia per accertarne le cause.

Gallo era coinvolto nell’inchiesta “Equalize”, riguardante presunti dossieraggi illegali. In qualità di amministratore delegato della società investigativa “Equalize”, fondata insieme a Enrico Pazzali, presidente autosospeso di Fondazione Fiera Milano, Gallo era accusato di associazione a delinquere finalizzata all’accesso abusivo a database informatici e altri reati.

L’inchiesta ha messo in luce legami compromettenti tra Pazzali e figure di spicco della politica italiana. Tra i nomi coinvolti emergono Attilio Fontana, Letizia Moratti, Ignazio La Russa e Daniela Santanchè, personaggi di primo piano che sembrano aver usufruito dei servizi illeciti della rete di dossieraggio. Gli investigatori hanno scoperto che migliaia di email e chat contenevano informazioni riservate su di loro, creando un quadro inquietante di connivenze e controllo illecito dell’informazione.

Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano, si è autosospeso dal suo incarico il 29 ottobre 2024 per potersi difendere dalle accuse mosse contro di lui dalla procura di Milano, che lo vede coinvolto in un’inchiesta su presunti dossieraggi illegali e accessi abusivi a banche dati riservate.

L’inchiesta riguarda le attività della società investigativa Equalize, co-fondata da Pazzali nel 2018, che avrebbe prodotto circa 800.000 fascicoli contenenti informazioni riservate su politici, imprenditori, VIP e giornalisti, ottenute anche attraverso accessi illeciti a banche dati istituzionali.

Tra le figure coinvolte nello scandalo emergono nomi di spicco come Ignazio La Russa, presidente del Senato, e suo figlio Geronimo La Russa. Secondo le dichiarazioni di Carmine Gallo, Pazzali gli avrebbe chiesto di ottenere informazioni riservate su di loro, su richiesta di una “persona a cui non posso dire di no”. Gallo ha affermato di essersi rifiutato di eseguire tali accessi.

Questo episodio suggerisce l’esistenza di un sistema in cui personalità influenti raccolgono dati compromettenti su altri esponenti politici, utilizzandoli come strumenti di pressione o ricatto per mantenere equilibri di potere basati sulla mutua conoscenza di segreti e illeciti.

Inoltre, l’inchiesta ha portato alla luce precedenti scandali legati a Fondazione Fiera Milano, tra cui il commissariamento per mafia della controllata Nolostand nel 2016 e la compravendita di un appalto da 8 milioni di euro per la gestione dei servizi logistici a Lainate, che nel 2022 ha portato all’arresto di Massimo Hallecker, ex responsabile degli acquisti della Fiera.

La questione più preoccupante riguarda il coinvolgimento dei media. Perché uno scandalo di tale portata viene relegato a un trafiletto di giornale, mentre in Sicilia chiunque venga arrestato, anche se innocente, viene etichettato immediatamente come mafioso? Perché le televisioni nazionali non dedicano giorni e giorni di approfondimenti come fanno con la criminalità organizzata siciliana, anche quando si tratta di episodi di secondaria importanza? La risposta è semplice: il vero sistema mafioso non si trova nelle strade della Sicilia, ma nei palazzi del potere romano e milanese. Lì si muovono le vere fila dell’illegalità, protette da un sistema mediatico mercenario che distorce la verità e protegge chi davvero comanda.

Mentre in Sicilia il sistema giudiziario colpisce duramente anche il più piccolo sospetto, i veri ladri della nazione, quelli che rubano miliardi senza mai pagare un giorno di carcere, restano impuniti e vengono perfino promossi a incarichi di prestigio. La gente si ritrova costretta a votare sempre il “meno peggio”, senza mai poter scegliere dei veri politici onesti. Questo sistema può essere scardinato solo con un atto di consapevolezza e protesta democratica.

Un possibile strumento di lotta è la legge 1957, legge 104,5, che permette di registrare ufficialmente il proprio voto di dissenso, un’arma che potrebbe rovesciare questo sistema corrotto senza dover subire manipolazioni elettorali. Il popolo italiano, e soprattutto quello siciliano, deve svegliarsi e capire chi sono i veri mafiosi: non sono i piccoli delinquenti di quartiere, ma coloro che siedono nei consigli di amministrazione e nei ministeri, quelli che svuotano il Sud delle sue risorse e costringono i giovani a fuggire all’estero per un futuro migliore.

Noi gridiamo e continueremo a gridare: “SICILIA INDIPENDENTE, LIBERA DA QUESTA MAFIA POLITICA CHE HA CREATO SOLO CRIMINI E DOLORI PER IL POPOLO SICILIANO!”

May 2026
M T W T F S S
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
« Aug    

Archives

  • August 2025
  • July 2025
  • June 2025
  • May 2025
  • April 2025
  • March 2025
  • February 2025
  • July 2024
  • June 2024
  • May 2024
  • April 2024
  • September 2011
  • August 2011
  • July 2011
  • May 2011

Categories

  • Agrigento
  • Caltanissetta
  • Catania
  • CRIMINALI DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO
  • Enna
  • Messina
  • Palermo
  • Ragusa
  • Storia Siciliana
  • Syracuse
  • Trapani
  • Uncategorized
  • wold news
  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Pinterest
  • X
  • YouTube
2024©Grafica personalizzata e Programmazione dlIanni