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Giuseppe Scaduto: vittima del sistema o simbolo del capro espiatorio?

April 24, 2025April 24, 2025 By admin
È morto Giuseppe Scaduto, il boss del mandamento di Bagheria: era detenuto  al 41 bis a Cagliari - Amica News

Giuseppe Scaduto: vittima del sistema o simbolo del capro espiatorio?

Giuseppe Scaduto, nato nel 1946, considerato per decenni il “boss” di Bagheria, è morto in carcere il 18 aprile 2025, in circostanze che sollevano più di un dubbio. La notizia della sua morte è stata riportata solo giorni dopo, alimentando il sospetto che sia deceduto anche prima, con un ritardo voluto per coprire una vergogna istituzionale: il suo ultimo arresto è avvenuto mentre si trovava sotto dialisi in una clinica di Bagheria, trasportato via in ambulanza, dipendente dall’ossigeno e con un femore rotto.

Scaduto aveva passato quasi 40 anni in carcere. Fu arrestato nel 1991 e rimase detenuto fino al 2006, trascorrendo 9 anni nel carcere di Pianosa, allora sotto regime di 41 bis. Pianosa fu chiusa a seguito di condanne internazionali per le sue condizioni disumane: celle piccolissime senza letti, umide e piene di muffa, dove i detenuti erano costretti a dormire per terra. Erano sorvegliati a vista e appena si addormentavano, venivano svegliati con secchi di ghiaccio, per convincerli a pentirsi. Ma Scaduto non cedette, non per eroismo, ma perché non aveva nulla da dire: nessun pentito lo ha mai accusato di omicidio. Eppure fu sempre considerato simbolo del male, utile alla propaganda di Stato.

Nel 2006 fu rilasciato per non aver commesso il reato, ma non ricevette mai alcuna forma di risarcimento per la lunga detenzione. Nel 2008 fu nuovamente arrestato e uscì nel 2016. Nel 2018 tornò in carcere fino al 2023. Il suo ultimo arresto, nel febbraio 2025, avvenne in condizioni disumane: attaccato alla dialisi, con l’ossigeno, fu prelevato dalla clinica in ambulanza.

Ma a soffrire non fu solo lui. Sua sorella, cattolica praticante, incensurata e profondamente religiosa, subì un’altra ingiustizia: alla sua morte, la famiglia non poté avere un funerale in chiesa. Il motivo? Era sorella del “boss”. Un oltraggio alla fede e alla dignità umana.

Il sistema politico e mediatico ha costruito un’immagine, utile a servire i propri interessi. Ma chi ha davvero perso in questa storia? Scaduto, che forse ha trovato la pace nella morte dopo decenni di tortura? O lo Stato, che ha perso il suo capro espiatorio e dovrà ora inventarne un altro per coprire le proprie ingiustizie?

In Italia, la vera giustizia arriva solo al terzo grado, e solo per politici ed extracomunitari. Per il popolo siciliano, resta solo il patibolo mediatico e carcerario.

Sicilia Indipendente – libera, onesta e laboriosa.

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