by Enzo Castrenze Cassata

Presidente di Gran Sicilia
Questo Manifesto rappresenta una Carta d’intenti, descrive la visione politica e le linee programmatiche del Movimento Gran Sicilia.
Intendiamo rivendicare il DIRITTO legittimo
all’ Autodeterminazione e all’autogoverno.
Diritti questi, naturali e prepolitici, precedenti cioè al diritto dei confini.
Diritti affermati nella Carta delle Nazioni Unite ( 26 giugno 1945; art.1par.2 e 55 )
E’ il tempo di sviluppare e supportare Istituzioni di prossimità, chiamate a rispondere direttamente alle esigenze dei cittadini.
Il grande successo economico delle città indipendenti (da Singapore a Montecarlo) o delle piccole realtà regionali (dai Cantoni svizzeri, all’Estonia, dal Lussemburgo alla Slovacchia etc.) sono la dimostrazione che il benessere si sviluppa più facilmente nelle piccole realtà.
Il programma completo, quale noi vorremmo realizzare – per essere compiutamente definito e per ovvie ragioni giuridiche – necessita di vari passaggi intermedi che si conseguiranno attraverso la capacità a saper conquistare democraticamente, il consenso tra le Siciliane e i Siciliani.
La rivendicazione della piena sovranità politica della Sicilia è il frutto di considerazioni storico-identitarie.
La Sicilia, Regno per centinaia di anni, culla di civiltà millenaria, ricca di risorse naturali, archeologiche e paesaggistiche, occupa una strategica posizione nel centro del Mediterraneo ed è per queste ragioni, ambita e contesa.
La Regione Siciliana – mai Regione Sicilia – subisce l’ennesimo inganno in ordine di tempo, quando con R.D.L. n. 455, il 15/05/1946 firma con lo Stato Italiano, un “Patto”; lo Statuto Speciale per l’Autonomia, che diventa legge Costituzionale quando viene recepito dalla Costituzione Italiana nel 1948.
Un Patto sancito tra due parti con pari dignità.
L’ Italia da subito si attiva per snaturare l’accordo pattizio appena sottoscritto.
Lo fa in due modi; con la complicità di politici siciliani che barattano la loro inerzia e la loro silente accondiscendenza in cambio di privilegi personali e, attraverso le ripetute sentenze demolitorie e favorevoli per l’Italia, della Corte Costituzionale.
Sentenze che hanno stravolto le volontà e il pensiero dei componenti la Consulta Siciliana, chiamati ad elaborare una Carta fondativa della nascente Nazione siciliana.
La Sicilia terra ricchissima. La Terra del mito e della bellezza.La Terra di Cerere dea dell’abbondanza, di Archimede, di Ruggero II fondatore del Regno di Sicilia, di Falcone e Borsellino, di Livatino e Pirandello, Quasimodo e Bufalino, oggi è ridotta ad appendice o più precisamente a colonia di uno Stato a sua volta a sovranità limitata.