


Uomo, donna e dignità: la Sicilia non si piega
Mentre Donald Trump, nel primo giorno della sua nuova presidenza, ha dichiarato con fermezza che gli Stati Uniti riconoscono solo due generi: uomo e donna, in Italia assistiamo allo spettacolo ideologico di Elly Schlein, che, dietro il paravento della “difesa dei diversi”, porta avanti una battaglia confusa e distruttiva.
Non è una lotta per i diritti. È una vendetta personale contro la natura, contro la realtà, contro la stabilità. Non combatte per i diversi — che ogni essere umano degno rispetta — ma per imporre un nuovo mondo, senza radici, senza verità, senza famiglia. Il suo sguardo lo tradisce: non cerca uguaglianza, cerca dominio.
E mentre lei impone leggi partorite da ideologie malate, in Sicilia ci ritroviamo con un partito al potere guidato da una premier che sfila nelle passerelle di moda internazionale, mentre la povera gente non arriva a fine mese. Una premier che nega l’evidenza dei propri video, e quando glieli mostrano, ha il coraggio di dire: “non ricordo”. Esattamente come quel politico con un attico da milioni davanti al Colosseo che disse: “Non sapevo di possederlo”, mentre i documenti portavano la sua firma.
Meloni e Schlein non sono all’altezza della dignità siciliana. E non lo è nessuno dei partitini creati a tavolino per ingannare il popolo con volti nuovi e nomi inventati solo per continuare a fottere.
E non sono certo migliori i volti “locali” della politica siciliana. Personaggi come Renato Schifani, Raffaele Lombardo, Roberto Lagalla e Gianfranco Miccichè, per anni seduti sulle poltrone del potere, si sono rivelati ingegni senza pietà per il popolo siciliano, portando avanti solo interessi personali e clientelari. Hanno avuto l’onore di dirigere l’isola più bella del mondo, quella che Dio ha forgiato con amore, ma l’hanno trattata come merce da barattare, svendendone la dignità. Meritano l’esilio, non l’applauso. Hanno distrutto ciò che altri, con sudore e sacrificio, avevano costruito.
Non dobbiamo più credere agli amici finti, ai traditori con la cravatta, che si materializzano ogni cinque anni come fantasmi da seggio elettorale.
L’unica vera alternativa?
Una Sicilia indipendente, più vicina ai valori degli Stati Uniti, e sempre più lontana da chi vuole distruggere la famiglia, la fede, la memoria.
Siamo stanchi.
Siamo stanchi perché da anni vediamo lo stesso spettacolo: politici che si alternano solo per prendere fiato e poi far salire al potere altri ancora più bravi a prendere in giro il popolo italiano. Ma soprattutto il popolo siciliano, che viene trattato come terra di conquista, senza rispetto e senza diritti.
È tempo di sradicare questo sistema politico criminale.
L’unico strumento legale e democratico che resta al cittadino onesto è quello di rifiutare questo sistema in modo chiaro e visibile. Ed esiste un modo per farlo, previsto dalla legge.
Come protestare LEGALMENTE
Lo sai che puoi andare a votare e rifiutare la scheda? Sì, è previsto dall’articolo 104, comma 5, della legge elettorale del 1957: puoi presentarti al seggio, farti identificare, e dichiarare che rifiuti la scheda per protesta. Chiedi che venga verbalizzata la tua dichiarazione.
Procedura passo per passo:
- Quando ti offrono la scheda, non la prendere.
- Vai al tuo seggio con documento e tessera elettorale.
- Fatti identificare normalmente.
- Dichiara: “Rifiuto la scheda e chiedo che il mio voto sia registrato come atto di protesta ai sensi dell’articolo 104, comma 5 della legge del 1957.”
- Il presidente del seggio deve verbalizzare la tua scelta.
- Se ti dicono che non si può fare, prendi nota del nome del responsabile e chiedi la presenza di un ufficiale.
- Hai il diritto di fare anche una dichiarazione scritta da consegnare in seggio.
⚠️ Importante: se prendi la scheda e poi la restituisci senza votare, il tuo voto sarà considerato nullo e non verrà registrato come protesta. Per questo è fondamentale non ritirare la scheda, ma farsi verbalizzare.
Basta ideologie, basta inganni.
Noi siamo figli di padri che hanno lottato per il pane, la casa, la fede e l’onore. Non lasceremo la Sicilia in mano a chi vive nella confusione mentale e vuole imporla a noi come nuova legge.
Sicilia si sveglia. Sicilia si alza. Sicilia si difende.
Questo tipo di persone sono esistite esistono esisteranno anche dopo ma quelli attuali infiltrandosi in tutti i settori il 90% si comporta come delle zitelle acide castigate da Dio….
Purtroppo sono un cancro e non intervenendo sono la rovina del genere umano