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Sicilia Indipendente News

Agricoltura Cibo e Territorio

July 3, 2024February 14, 2025 By admin

By Enzo Castrenze Cassata
Presidente di Gran Sicilia

Agricoltura Cibo e Territorio

L’agroalimentare di qualità ci consentirà una svolta sotto il profilo economico, occupazionale e reddituale.

I nostri prodotti, le nostre materie prime, i frutti della terra e del mare, i manufatti derivati, attraverso una politica commerciale adeguata, troveranno mercati redditizi con conseguenti benefici per la nostra economia.

L’Università, la ricerca, la sperimentazione ci indicheranno le vie da percorrere per una agricoltura di qualità e quindi competitiva.

L’utilizzo di sementi autoctone certificate e catalogate ci permetterà scelte libere su ciò che dovremo coltivare e produrre.

Utilizzare sementi autoctone significa anche affrancarsi dalla schiavitù delle multinazionali e dalla loro dittatura economica.

Le infrastrutture dovranno essere potenziate a partire dalle strade interpoderali, le ferrovie, i porti, gli aeroporti, la banda ultra larga, le autostrade del mare.

Bisogna ammodernarle per consentire alle nostre merci di raggiungere più speditamente i mercati di riferimento.

Ridurremo così il gap produttivo che ci penalizza nei confronti delle aziende concorrenti.

La valorizzazione delle risorse idriche, l’utilizzo di nuove tecniche irrigue, metodi- idroponici per esempio, ma non solo, bacini di accumulo, dissalatori, potabilizzatori dovranno servire in caso di siccità prolungata.

Le nuove fonti energetiche dovranno essere poste al sevizio degli agricoltori, dei pescatori e degli allevatori.

I programmi scolastici con la collaborazione di insegnanti, nutrizionisti, agronomi, sin dalle elementari, dovranno prevedere lezioni e visite didattiche in fattorie ed aziende del territorio al fine di educare le nuove generazioni ad una corretta e sana alimentazione e ad un modo nuovo di approcciare con l’ambiente.

Siamo consapevoli che questo nuovo percorso didattico, svilupperà oltretutto, un profondo rispetto per la Terra.

Altre misure necessarie sono: una nuova qualità del credito alle aziende produttrici e della trasformazione.

Protezione con misure adeguate per quanto riguarda le merci provenienti dall’estero che non hanno livelli di salubrità consoni agli standard imposte dalle nostre leggi e regolamenti.

Assicurazione collettiva contro le  calamità naturali. Etichettatura esaustiva: produttore, zona di produzione, particella catastale, luogo di trasformazione, ingredienti.

Lotta allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, “caporalato”.

Di fatto oggi, assistiamo inermi alla gravissima crisi in cui versa tutto il comparto agroalimentare.
Agricoltori con case e terreni ipotecati nel ragusano e in tante altre località ad alta vocazione agricola.

Le aste giudiziarie sono all’ordine del giorno. Case svendute anche a fronte di debiti esigui, un dramma sociale di cui nessuno si occupa.
A questo proposito stride l’atteggiamento di esponenti politici siciliani e non solo, quando si catapultano a bordo di navi dove operano “bianche, ricche e col passaporto giusto, (tedesco)” illuminate da riflettori ad alta visibilità mediatica.

Mi chiedo se si è mai visto il piddino Faraone per esempio, nella circostanza di qualche esproprio di beni a qualche agricoltore siciliano.

Le proteste di questi nostri conterranei non hanno nessuna controparte politica pronta a recepire e sostenere le loro istanze.
Una voce importantissima della nostra economia lasciata cadere nell’oblio.

I nemici in campo in questa guerra sono da una parte l’Europa con il suo potere oligarchico e mondialista, al servizio delle multinazionali che impongono regolamenti assurdi: incentivi agli agricoltori per NON seminare, legittimare le produzioni di: formaggi senza latte, succhi di frutta senza frutta etc. etc.

E dall’altra, l’ inesistente azione dell’esecutivo regionale e della classe politica nel suo insieme.

In Europa i rappresentanti delle grandi lobby internazionali, non certo dei Popoli, fanno aprire le frontiere all’olio Tunisino e alle arance del Marocco.

Qualche buon tempone vorrebbe fare passare queste misure come sostegno alla stabilizzazione del Maghreb.

Come se non sapessero che sono altre le vere ragioni e gli autori di questo caos in quella zona.

No, così non va più bene, intanto quando si sente dire che il pomodoro “occhio di bue” per esempio, viene pagato a 10 centesimi il kilo, gli agricoltori siciliani dovrebbero rilasciare soltanto delle sonore pernacchie all’indirizzo di questi mediatori della GDO.

Bisogna opporsi a quanti, parassiti nel territorio, ed in altri ambiti impongono inutili passaggi con l’unico risultato di fare lievitare i prezzi. e renderne più difficoltosa la commercializzazione.

Dobbiamo smarcarci dalla logica che il mercato di riferimento deve essere quello che detta la grande distribuzione – le grandi catene internazionali – attente solo al prezzo.

Bisogna istituire una Borsa merci siciliana, perseguire il metodo della filiera corta, raccogliere e trasformare le materie prime contrassegnandole con logo identificativo e di qualità.

Ricercare mercati remunerativi, riconvertire e diversificare le colture, aiutare i nostri coltivatori a superare la scarsa propensione a consorziarsi. Questi sono compiti che deve coprire la politica.Contrastare trattati come il CETA, impedirne l’applicazione.

Noi di Gran Sicilia riteniamo il comparto agroalimentare strategico per lo sviluppo della nostra Isola. Vero volano di svolta economica e trainante per occupazione e redditi, e quindi per tutta l’economia siciliana.

Siamo e saremo a fianco degli agricoltori e dei pescatori, con nostri rappresentanti in tutte le loro battaglie.

La terra, riteniamo vada coltivata con metodi naturali e sostenibili al fine di preservare, la salute dei cittadini e dell’ambiente.

Inseguire e conseguire la piena indipendenza e sovranità alimentare come affermazione di libertà e democrazia e affrancamento dallo stato di colonia.

Al bando le sementi e i diserbanti relativi, delle grandi multinazionali, (Monsanto, Dupont etc. ) veri colonizzatori dei nostri giorni.

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