Dal razzismo della Lega ai 49 milioni rubati: ecco perché questo traditore non farà mai il bene della Sicilia
Fuori, migliaia di manifestanti No Ponte urlano slogan e mostrano striscioni. Salvini, invece di rispondere con rispetto, manda un bacio. Ma non un bacio qualunque: è il bacio di Giuda, in Sicilia sinonimo di tradimento, quello stesso gesto passato alla storia nel Vangelo e reso immortale dal film Il Padrino. Un gesto arrogante, una provocazione studiata, un segnale di disprezzo verso un popolo che lui e il suo partito hanno sempre insultato.
Il passato che non si cancella
Salvini non è nuovo a offese e razzismo verso il Sud. Da leader della Lega Nord, ha sostenuto che i napoletani “puzzano più dei cani” e dovrebbero “essere lavati con la lava del Vesuvio”. La Lega voleva cacciare i meridionali dal Nord, vendere la Sicilia agli stranieri e licenziare maestre siciliane che lavoravano al Nord.
È lo stesso partito che ha rubato 49 milioni di euro di fondi pubblici, condannato a restituirli a rate ridicole che finiranno di pagare tra oltre 50 anni. Un partito che ha costruito la sua carriera sulla propaganda anti-Sud e oggi pretende di convincere i Siciliani che il Ponte sia “per il loro bene”.
I numeri della truffa
Salvini dichiara un costo di 15 miliardi e promette “120 mila posti di lavoro per 7 anni”. Facciamo i conti:
120.000 persone × 3.000 € al mese × 12 mesi × 7 anni = 30 miliardi di euro solo in stipendi.
Già il doppio della cifra che lui stesso dichiara per l’opera.
E senza contare materiali, mezzi, progettazione, logistica, gestione: una spesa reale che supererebbe facilmente i 50 miliardi.
E sappiamo bene come funziona il Made in Italy delle grandi opere: preventivi sottostimati, costi decuplicati, lavori infiniti, scandali e tangenti.
La Sicilia tradita 190 volte
In Sicilia ci sono oltre 180 infrastrutture mai completate, molte delle quali ricevono persino fondi pubblici per “manutenzione” nonostante non siano mai entrate in funzione. Strade che finiscono nel nulla, ponti chiusi subito dopo l’inaugurazione, linee ferroviarie a binario unico, ospedali mai aperti.
Il Ponte rischia di diventare l’ennesimo cimitero di cemento: iniziare, rubare, fermare tutto. Nel frattempo, 5.000 famiglie verrebbero sfrattate, e migliaia di lavoratori dei traghetti perderebbero il lavoro.
I veri problemi che ignorano
Salvini dice che il Ponte farà “risparmiare un’ora di viaggio”. Un insulto all’intelligenza:
- Da Siracusa a Trapani, appena 275 km in linea d’aria, oggi in treno si impiegano 15 ore e si devono cambiare più volte convoglio.
- La Sicilia produce oltre il 65% del fabbisogno nazionale di petrolio e gas, ma paga benzina e tasse più alte di tutte le regioni italiane.
- Le strade statali sono piene di buche assassine, autostrade incomplete, linee ferroviarie da Terzo Mondo.
E lui pensa che la priorità sia un ponte?
Lo Stretto: un patrimonio unico
Lo Stretto di Messina è uno dei panorami più belli e unici dell’universo. Milioni di Siciliani emigrati, quando tornano dall’Europa e lo attraversano, respirano aria di casa, un orgoglio che nessun ponte potrà mai dare.
Salvini vuole distruggerlo con una delle opere più difficili e rischiose mai concepite, in una zona con forti correnti e alta sismicità. Già in passato, esperti di ingegneria hanno avvertito: il Ponte dello Stretto è un’impresa al limite dell’impossibile.
La memoria storica
La storia insegna che l’arroganza verso i Siciliani ha sempre avuto un prezzo. Nel 1282, durante i Vespri Siciliani, i Francesi che abusarono della nostra ospitalità finirono decapitati.
Oggi, l’arroganza di Salvini ricorda quei tempi: pensa di essere protetto dal sistema politico e mafioso che fu complice della morte in carcere di molti boss, ma dimentica che anche quel sistema tradisce i suoi uomini quando conviene.
Il web non perdona
Il sistema politico-mafioso può ancora ingannare i vecchi davanti alla TV, ma i giovani che navigano sul web non credono più a niente. Video come quelli di Favas, che mostrano l’arroganza di Salvini, raccolgono valanghe di like e approvazione da parte di chi considera questo governo un nemico.
La condanna morale
In Sicilia esistono ancora oggi antiche preghiere di scomunica: maledizioni popolari che, secondo la tradizione, nemmeno tutti i papi dopo San Pietro potrebbero annullare.
Se Salvini distruggerà lo Stretto, il popolo Siciliano lo scomunicherà moralmente in modo eterno.
Conclusione
Il Ponte dello Stretto non è progresso, è l’ennesima truffa ai danni della Sicilia. È il biglietto da visita di un uomo che ha sempre odiato il Sud e che oggi cerca di travestirsi da salvatore. Ma la memoria storica, i numeri e i fatti dimostrano che Salvini è il Giuda della Sicilia.
E i Siciliani, oggi come ieri, sapranno riconoscere chi li tradisce.
