C’è un uomo che a Palermo viene ancora oggi presentato come un “innovatore”, un “moderno”. Ma per noi è solo un traditore. Si chiama Fabrizio Ferrandelli: un politico insignificante, buono solo a salire sul carro del potere, qualunque esso sia. Uno che ha costruito la sua carriera tra accuse per voto di scambio, indagini per firme false, polemiche con ambienti massonici, e che oggi viene pure ringraziato perché vuole cancellare una delle ultime tradizioni vive della città di Palermo: le carrozze trainate da cavalli.
Sì, proprio così: Ferrandelli, appoggiato da una schiera di animalisti fuori di testa, vuole sostituire tutte le carrozze storiche con delle carrozze elettriche cinesi, spacciando questa pagliacciata come “progresso”. Ma progresso per chi? Per la Disney? Per i bambini cresciuti a guardare Dumbo e La carica dei 101? E soprattutto: quale bottino si porterà a casa Ferrandelli da queste carrozze elettriche cinesi? Perché quando si parla di affari con la Cina, i giri economici e i favori in cambio non mancano mai. E lui, con la sua finta immagine pulita, potrebbe essere il primo a incassarne i benefici.
Ferrandelli ha dichiarato: “Le carrozze a cavallo sono anacronistiche… stiamo studiando una soluzione rivoluzionaria: sostituirle con mezzi totalmente elettrici.” E ancora: “Se fosse per me, archivierei le carrozze a cavallo consegnandole ai libri di storia… stiamo dialogando con aziende asiatiche.”
Proprio quest’ultima frase dovrebbe attivare l’intervento della magistratura: dialogare con aziende asiatiche per introdurre carrozze elettriche che, secondo fonti attendibili, costano circa 2.000 euro ma sono costruite con materiali così scadenti da non durare nemmeno un mese, rappresenta un sospetto fondato di truffa milionaria ai danni del Comune e dei cittadini. Ferrandelli non solo vorrebbe rubare la nostra storia, ma anche incassare milioni in una delle operazioni più squallide e sospette della politica locale. Un uomo così merita di essere sputato in faccia dal popolo intero e bandito per sempre dalla politica, perché ha tradito non solo Palermo, ma ogni valore di onestà e rispetto per le tradizioni.
Nel mondo reale, i cavalli non sono pupazzi. Sono animali forti, nobili, abituati da secoli a lavorare con l’uomo. Se sono nutriti, curati, ferrati e rispettati, non c’è nessun abuso. Il cavallo può stare in piedi anche sotto il sole, può dormire in piedi, può essere fiero e felice nel suo ruolo. Ma gli animalisti da salotto, quelli che vivono tra Netflix e Instagram, non lo capiranno mai. Per loro gli animali non sono esseri viventi con dignità, ma pupazzi da coccolare a distanza, finché non sporcano o puzzano.
Ferrandelli si è esposto pubblicamente, come confermato da diversi servizi televisivi e articoli di stampa, dichiarando il suo appoggio alla sostituzione delle carrozze con cavalli con mezzi elettrici, sostenendo la linea degli animalisti. Si è quindi schierato apertamente con queste visioni squilibrate, mettendosi contro la storia, la cultura e il lavoro dei cocchieri palermitani.
Lo fa per opportunismo, carriera e propaganda. Come ha sempre fatto. Ricordiamolo bene:
- È stato indagato per voto di scambio politico-mafioso (archiviato, ma con accuse gravi da parte di pentiti);
- Coinvolto in inchieste su firme false alle elezioni del 2017;
- Criticato per rapporti opachi con ambienti massonici;
- Accusato di aver fatto accordi politici con Totò Cuffaro, ex governatore condannato per favoreggiamento alla mafia;
- Protagonista di manifesti vergognosi che accostavano la sua faccia a quella di sindaci storici, compreso Ciancimino.
Un uomo così dovrebbe avere la decenza di sparire dalla scena pubblica. E invece lo troviamo pure osannato da certa stampa per aver “salvato i cavalli”. No, caro Ferrandelli: non hai salvato nessuno. Hai calpestato la nostra cultura. Hai dichiarato guerra a chi lavora con dignità e amore per gli animali.
E al fianco tuo, chi c’è? U VAVUSU, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. Un altro incapace cronico, che mentre parla si vavia sputando addosso a chi gli sta davanti. Un uomo senza spina dorsale, buono solo a fare comparsate pubbliche e tagli di nastri, mentre Palermo affonda tra rifiuti, criminalità e miseria.
Ferrandelli e Lagalla: la coppia del disonore. I distruttori di Palermo.
Noi, invece, stiamo dalla parte dei cocchieri, della gente vera, delle famiglie che portano avanti tradizioni secolari con amore, sacrificio e rispetto. Palermo non ha bisogno di carrozze elettriche. Palermo ha bisogno di verità, coraggio e identità.
E chi attacca queste radici, non è un eroe. È un nemico del popolo.
E se questi falsi difensori degli animali vogliono davvero tutelare i cavalli, che inizino a lottare per l’abolizione del Palio di Siena, dove ogni anno cavalli si spezzano le gambe in quella che è stata più volte definita la corsa più pericolosa del mondo. Che lottino per abolire la macellazione dei cavalli, come è già accaduto negli Stati Uniti. Ma no, loro preferiscono combattere chi lavora con dignità, chi tratta bene gli animali e mantiene viva una tradizione.
Lanciamo un appello, non da Sicilia Indipendente, ma da parte di tutti i veri amanti dei cavalli. A chi con i cavalli vive, lavora, condivide la propria giornata e il proprio cuore. Non ai cretini incompetenti e forse anche sotto effetti di sostanze allucinogene, che vogliono “salvare i cavalli” spedendoli al macello.
Chiediamo che:
- Si salvaguardi la tradizione dei cavalli e delle carrozze;
- Gli amministratori smettano di parlare solo in tv per propaganda e inizino a dare spazi pubblici ai cocchieri, come fermate ufficiali, proprio come esistono per gli autobus;
- Si istituisca un parco per i cavalli a fine carriera, ad esempio nella Favorita, dove possano riposare con dignità e diventare simbolo educativo per i bambini;
- I cavalli non finiscano mai al macello, ma diventino proprietà pubblica della Sicilia e patrimonio vivente;
- I cocchieri che accompagnano i cavalli fino alla pensione abbiano un beneficio fiscale, un riconoscimento per la cura, il lavoro e la dignità con cui trattano questi animali.
Perché chi vuole davvero bene agli animali non li elimina, non li sostituisce con batterie cinesi, e soprattutto non li manda al macello travestendo l’operazione da salvataggio. Chi sostiene questo scempio non è degno di proclamarsi animalista, ma solo un burattino del business: perché qui non si salva nessun cavallo, si salva solo la faccia e si punta ai soldi.
I cavalli hanno costruito la storia dell’umanità. Hanno accompagnato l’uomo nella guerra, nella fatica, nel lavoro, nella famiglia. Hanno portato bambini a scuola, spose all’altare e padri alla fatica. Meritano rispetto, gratitudine e dignità. Meritano un ritiro vero, pubblico, simbolico, in un luogo come la Favorita, dove continuare a essere parte della città che hanno servito.
Questo è un messaggio diretto a quell’imbecille e cretino di Ferrandelli e a quell’incapace e inutile sindaco che non è degno di governare Palermo: Lagalla.
Noi non dimentichiamo.
Chi ha sputato su una tradizione secolare, chi si è venduto per un pugno di voti, chi ha scelto i selfie con gli animalisti invece del rispetto per la storia e per il popolo… verrà ricordato come merita.
Palermo non si piega. Palermo non si elettrifica. Palermo resiste.
Ai cocchieri, ai cavalli, alle famiglie che ancora lavorano con onore: siamo con voi.
E al popolo diciamo:
non credete più ai burattini, non credete più alle promesse. Credete in voi stessi, nella vostra storia, nella vostra libertà.
Cavalli e carrozze non si toccano. E chi lo ha fatto, ha già perso.
Firmato: da veri Siciliani che amano la Sicilia e che sono contro quei Siciliani che non ne sono degni di chiamarsi Siciliani
La voce di chi non si vende. Il cuore che non tradisce. Palermo vera.