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Sicilia Indipendente News

Titolo: La Sicilia e il Gas: Una Ricchezza Sfruttata dagli Altri

March 7, 2025March 7, 2025 By admin

Titolo: LA SICILIA, IL GAS E IL PETROLIO: UNA RICCHEZZA SFRUTTATA DAGLI ALTRI

La Sicilia rappresenta un nodo cruciale per l’approvvigionamento energetico dell’Italia e dell’Europa. Sotto i suoi mari e la sua terra passano tre grandi gasdotti internazionali, e dalle sue viscere sgorga il 45% del petrolio nazionale. Eppure, i siciliani pagano l’energia più cara del Nord Italia e vedono la loro ricchezza partire senza beneficiarne realmente. Questo avviene nonostante l’Articolo 37 dello Statuto Siciliano, che stabilisce chiaramente che le tasse sulle attività sopra e sotto il suolo devono essere pagate in Sicilia. Una violazione sistematica che costa ai siciliani oltre 60 miliardi di euro all’anno.

I tre gasdotti che attraversano la Sicilia

  1. Transmed (Gasdotto Trans-Mediterraneo)
    • Origina in Algeria, passa dalla Tunisia e arriva a Mazara del Vallo.
    • Ha una capacità di oltre 30 miliardi di metri cubi all’anno.
    • Rappresenta una delle principali vie di importazione del gas per l’Italia e l’Europa.
  2. Greenstream
    • Collega i giacimenti della Libia all’Italia, approdando a Gela.
    • Ha una capacità di circa 8 miliardi di metri cubi all’anno.
    • È il gasdotto sottomarino più lungo del Mediterraneo.
  3. Melita TransGas Pipeline (Gasdotto Italia-Malta)
    • Progetto per collegare la Sicilia a Malta.
    • Ancora in fase di sviluppo, con un ruolo strategico per l’energia dell’Europa meridionale.

Le principali raffinerie in Sicilia

  1. Raffineria di Milazzo (Messina)
    • Ha una capacità di lavorazione superiore a 10 milioni di tonnellate l’anno.
    • Produce carburanti per trasporti, combustibili per energia e materie prime per il settore petrolchimico.
  2. Raffineria di Gela
    • In passato raffinava petrolio, ma oggi è stata riconvertita alla produzione di biocarburanti.
    • Ha una capacità di produzione di 750.000 tonnellate l’anno.
  3. Raffineria ISAB (Priolo Gargallo, Siracusa)
    • Una delle più grandi e complesse raffinerie del Mediterraneo.
    • Ha una capacità di raffinazione di 16 milioni di tonnellate l’anno, coprendo circa il 25% del fabbisogno nazionale.

Conversione della produzione di petrolio in litri

Per convertire la capacità produttiva da tonnellate a litri, consideriamo che 1 tonnellata di petrolio equivale a circa 1.176 litri:

  • Milazzo: 10.000.000 tonnellate × 1.176 litri/tonnellata = 11.760.000.000 litri
  • Gela: 750.000 tonnellate × 1.176 litri/tonnellata = 882.000.000 litri
  • ISAB (Priolo Gargallo): 16.000.000 tonnellate × 1.176 litri/tonnellata = 18.816.000.000 litri

Totale produzione di petrolio in Sicilia: 31.458.000.000 litri all’anno

Un giro d’affari da 30 miliardi di euro l’anno

Se consideriamo il valore del gas che transita dalla Sicilia, con un prezzo medio attuale di 0,615 €/Smc, il valore complessivo del gas che attraversa l’isola ammonta a circa 30 miliardi di euro annui. Questi miliardi finiscono nelle casse di altri, mentre i siciliani continuano a pagare il gas e l’elettricità più cari d’Italia, senza alcun beneficio diretto.

La violazione dell’Articolo 37 dello Statuto Siciliano

L’Articolo 37 dello Statuto Siciliano stabilisce che tutte le tasse sulle attività economiche legate a risorse naturali sopra e sotto il suolo devono essere versate in Sicilia. Tuttavia, lo Stato italiano ha sistematicamente ignorato questa norma, trattenendo i proventi fiscali e privando la Sicilia di risorse fondamentali.

Secondo le stime, questa violazione costa alla Sicilia oltre 60 miliardi di euro l’anno, una cifra che potrebbe:

  • Ridurre drasticamente le tasse per le imprese siciliane, incentivando l’economia locale.
  • Finanziare programmi sociali per eliminare la povertà.
  • Sviluppare infrastrutture moderne per far crescere l’isola.

Se la Sicilia è così ricca, perché i giovani scappano?

Nonostante l’enorme ricchezza energetica, le imprese chiudono e i giovani emigrano in massa. Mentre le multinazionali e i politici si spartiscono miliardi, ai siciliani viene raccontata la favola che la colpa della crisi è degli spacciatori e della microcriminalità, distraendo l’attenzione dalla vera causa: la sistematica sottrazione delle risorse economiche dell’isola.

Il paradosso degli aiuti ai poveri e la propaganda di Schifani

Mentre la Regione Siciliana viene privata di miliardi, il presidente Schifani si vanta di aver stanziato poche centinaia di migliaia di euro per i poveri. In sole sei ore, 11.000 famiglie si sono iscritte al programma di aiuti, per poi sentirsi dire che non ci sono fondi per tutti. Un governo regionale che piange miseria mentre 60 miliardi l’anno vengono dirottati altrove.

Conclusione: il grande inganno

Mentre la politica distrae il popolo con la narrativa della criminalità, la realtà è un’altra: 60 miliardi di euro sottratti ogni anno alla Sicilia potrebbero risolvere ogni problema economico dell’isola, garantendo sviluppo, lavoro e benessere per tutti. Finché questo sistema continuerà, la Sicilia sarà condannata alla povertà e alla fuga dei suoi giovani. È tempo di aprire gli occhi e di chiedere ciò che spetta di diritto alla nostra terra.

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