Mentre Giorgia Meloni sfila tra vertici, summit e passerelle internazionali, tra strette di mano e finti sorrisi con capi di Stato che la ignorerebbero se non pagasse per essere nominata nei giornali stranieri, l’Italia reale sprofonda. E non in senso figurato.
Oggi la criminalità è più alta che mai, ma con una verità che i media evitano di raccontare: è il Nord Italia il vero epicentro del degrado sociale. Milano, Torino, Bologna, Verona, Padova, Genova. Le città che un tempo si vantavano di “civiltà” ora sono diventate irriconoscibili: girare di sera fa paura, gli spacciatori dominano le piazze, i furti sono all’ordine del giorno, i borseggiatori regnano nei mezzi pubblici e le rapine aumentano anche nei centri storici.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, la maggior parte degli arresti per droga avviene nel Nord. Secondo l’EMCDDA, Milano è la capitale europea del consumo di cocaina. Altro che stereotipi: è al Nord che si spaccia, si consuma e si commercia.
Nel 2023 si sono registrati oltre 27.600 arresti per spaccio di droga, la maggior parte nelle regioni settentrionali. I sequestri totali hanno superato le 4 tonnellate di sostanze stupefacenti, con Milano in cima alla classifica per consumo di cocaina, Torino per cannabis, e Bologna per amfetamine. In media, ogni giorno in Italia si registrano:
- 570 furti in abitazione
- 360 furti d’auto
- 840 scippi e borseggi
Numeri da emergenza sociale, che i telegiornali censurano o minimizzano.
E il Sud?
Con la cancellazione del Reddito di Cittadinanza, intere famiglie sono state gettate nella disperazione. Ma la risposta del popolo non è stata lo spaccio o il crimine organizzato: è stato il furto disperato. I tombini, le grate, i cavi elettrici. La povertà vera non ha scelta. A Palermo, a Napoli, a Catania si ruba per sopravvivere, non per arricchirsi. E questa è la vergogna più grande di questo governo: punire i poveri e premiare i forti.
Meloni intanto vola. Ma vola solo nei cieli della propaganda. Spende migliaia di euro per farsi citare in giornali inglesi e americani. Una tecnica da disperati: pagare per apparire. Farsi vedere importante fuori, mentre dentro il suo Paese crolla.
E l’opposizione? Elly Schlein, che dovrebbe difendere i diritti e denunciare questa deriva, è muta, ambigua, persa nel suo mondo fluido e senza radici. Una pazza manica ideologica che parla di genere ma non parla di fame. Parla di minoranze ma ignora la maggioranza.
E allora, qual è la soluzione?
Quella che gridiamo da mesi con Sicilia Indipendente, l’unica voce sincera del Sud: andare a votare e rifiutare la scheda. Far crollare questo sistema ipocrita, fasullo, costruito su illusioni. Se il 51% degli elettori rifiuta la scheda, la loro maschera cade. Solo allora inizierà la vera rivoluzione: pacifica, intelligente, necessaria.
Perché chi non ha più nulla da perdere, ha il diritto di non credere più a nessuno.
Noi Siciliani siamo i più ricchi d’Europa e l’Italia, con il suo sistema politico-criminale, deruba la nostra Sicilia di 101 miliardi di euro ogni anno. L’unico atto democratico e rivoluzionario è andare a votare e rifiutare la scheda, facendosi registrare come voto di protesta. Mandiamo tutti questi porci politici a casa. E se nel periodo elettorale si presenta un parente, un amico o un conoscente candidato che viene a chiedervi il voto, mandatelo via a calci in culo. Questo sistema di criminali deve essere cambiato, con coraggio, con dignità, con verità.